Corso di Iconografia a Motta di Livenza con il maestro Giovanni Mezzalira

Il corso propone l’esperienza della pittura completa di una icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse.

La tradizione nel cui Spirito si impara a lavorare è quella della Chiesa Cristiana orientale russa.

A coloro che si accostano come prima esperienza, avrà come soggetto: il Santo Volto.

Durante i giorni del corso, ogni alunno sarà guidato ad affrontare tutte le tappe che portano all’esecuzione pratica dell’icona: preparazione del disegno, utilizzo dei materiali come l’emulsione all’uovo, i pigmenti, l’oro zecchino in foglia.

Ciascuno sarà introdotto anche nel significato teologico del soggetto e dei simboli.

Consapevoli che la preziosa eredità dell’arte sacra è stata prowidenzialmente preservata dalla Chiesa d’Oriente sino ai giorni nostri, intendiamo attingervi con assoluto rispetto e riconoscenza. La pratica di quest’arte è pertanto espressione di una nuova unità che le Chiese stanno ricostruendo in Cristo.

per tutte le informazioni utili e per le indicazioni per iscriverti, preleva la locandina del corso:

 

 

Corso di Iconografia presso il Monastero delle Cistercensi di Cortona

Monastero delle Cistercensi di Cortona, sede del corso di Iconografia

Maestro: Giovanni Mezzalira

Dal 16 al 24 maggio 2026 presso il Monastero SS. Trinità delle Monache Cistercensi in Via San Niccolò, 2 – 52044 Cortona (AR) si terrà il corso di Iconografia tenuto dal Maestro Giovanni Mezzalira, con l’assistenza di Paola Gandini.

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Corsi di iconografia a S. Maria di Chiaravalle

Il corso propone l’esperienza della pittura completa di un’icona, attraverso tutte le sue tappe, evidenziandone la tecnica, l’estetica e la teologia in essa racchiuse. La tradizione nel cui Spirito si impara a lavorare è quella della Chiesa Cristiana orientale russa.

A coloro che si accostano come prima esperienza, verrà proposto come soggetto il Santo Volto. Durante i giorni del corso, ogni alunno sarà guidato ad affrontare tutte le tappe che portano all’esecuzione pratica dell’icona: preparazione del disegno, utilizzo dei materiali come l’emulsione all’uovo, i pigmenti e l’oro zecchino in foglia. Ciascuno sarà introdotto anche nel significato teologico del soggetto e dei simboli.

Consapevoli che la preziosa eredità dell’arte sacra è stata provvidenzialmente preservata dalla Chiesa d’Oriente sino ai giorni nostri, intendiamo attingervi con assoluto rispetto e riconoscenza. La pratica di quest’arte è pertanto espressione di una nuova unità che le Chiese stanno ricostruendo in Cristo.

I corsi sono tenuti dal Maestro Giovanni Mezzalira
assistente: Paola Gandini

28, 29 marzo – 11,12 – 18,19 aprile 2026

Per chiedere informazioni ulteriori e per iscriverti trovi i contatti nella locandina:

La Presentazione di Gesù al Tempio

Fig. 1: scuola di Novgorod, prima metà XV sec., San Pietroburgo, Museo Russo.

La Presentazione, o «Incontro» (Hypapante), di Nostro Signore Gesù Cristo (2 febbraio) è più nota con il nome di Candelora. Come la maggior parte delle feste di origine palestinese, quella della Presentazione di Cristo al Tempio appartiene all’antichità cristiana. Egeria, fin dal IV secolo, assistette a Gerusalemme alla sua celebrazione, con una processione di grande solennità. Questa festa fu poi introdotta nel VI secolo a Costantinopoli, sotto Giustino e Giustiniano, e di là passò a Roma nel corso del VII secolo. La consuetudine di tenere dei ceri accesi durante l’ufficio dell’Hypapante, inaugurata a Gerusalemme verso il 450, si è conservata in Occidente.

Fig. 2: scuola di Novgorod, fine XV sec., Novgorod, Museo statale d’arte.

Come la festa della Circoncisione (1 gennaio), la Presentazione al Tempio di Cristo bambino ci mostra «l’Autore della Legge osservare i precetti della Legge» (Vespri, tono 1 della Liturgia bizantina delle Ore): si tratta della consacrazione a Dio del primogenito (Es 13,2) e della cerimonia della purificazione della madre quaranta giorni dopo la nascita del figlio maschio (Lv 12,6-8). Il racconto del Vangelo (Lc 2,22-39) ha fornito lo spunto sia per il testo liturgico, sia per l’iconografia della festa.

L’iconografia della festa dell’Hypapante fu fissata definitivamente fra il IX e il X secolo ed è rimasta sostanzialmente inalterata. Talvolta il Cristo bambino è portato da sua Madre (fig. 2), che lo tende verso san Simeone; più spesso, tuttavia, è quest’ultimo a tenere in braccio il Bambino (fig. 1). Il Cristo non è mai rappresentato in fasce, ma porta per lo più una corta veste che lascia scoperte le gambe. Seduto sulle braccia tese di Simeone, in alcuni casi lo benedice. Si tratta del Cristo bambino del tipo dell’Emmanuele. «Il Verbo del Padre, che non ha inizio, prende origine nel tempo senza essere separato dalla sua divinità» (Vespri, tono 1). «L’Antico dei giorni si fa bambino nella carne» (Vespri, tono 5). «Colui che ha dato la Legge a Mosè sul Sinai… è condotto al Tempio conformemente alla Legge» (Vespri, tono 1). Come nel racconto di san Luca, il tema della purificazione della Madre è quasi dimenticato: il tema centrale della festa è l’«Incontro» del Messia: l’incontro dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Fig. 3: particolare della fig. 2.

L’Incontro si svolge nel tempio, davanti all’altare che, nell’icona n. 1, è ricoperto da un baldacchino. Talvolta compaiono sull’altare una croce, un libro o un rotolo di pergamena. Ai lati dell’altare stanno la Madre di Dio (fig. 1, alla sinistra dello spettatore) e san Simeone (a destra). La Madre di Dio tende le mani in un gesto di offerta. Ha appena affidato il Figlio alle mani di Simeone. Il santo vegliardo, proteso in avanti, tiene il Bambino con entrambe le mani, coperte dalla sua stessa veste in segno di venerazione. San Giuseppe segue la Madre di Dio, tenendo in una piega del mantello l’offerta dei genitori poveri (Lv 12,8): due tortorelle o due giovani colombi (fig. 3). Sant’Anna, figlia di Fanuele, una «vedova di circa ottantaquattro anni» (Vespri, tono 8), sta dietro san Simeone (fig. 1 e fig. 4) o dietro la Madre di Dio (fig. 2), in secondo piano come san Giuseppe.

Fig. 4: scuola di Novgorod, fine XV sec., Novgorod, Museo statale d’arte.

Grande importanza è data alla figura di Simeone, «colui che accoglie Dio». Le sue parole profetiche, uno dei tre «Cantici del Nuovo Testamento», sono cantate ai Vespri durante tutto l’anno liturgico. Si è ipotizzato di riconoscere nel santo vegliardo che ha ricevuto fra le braccia il Cristo un sacerdote del tempio. Alcuni autori sostengono che egli fosse uno dei dottori della Legge, figlio di Hillel e padre di Gamaliele, il maestro di san Paolo. Altri hanno supposto che Simeone fosse uno dei Settanta, i traduttori della Bibbia, e che Dio lo avesse mantenuto in vita per trecentocinquanta anni, fino alla venuta del Messia. I testi liturgici lo celebrano come il più grande fra i profeti: più ancora di Mosè, Simeone merita il titolo di «colui che ha visto Dio», poiché Dio apparve a Mosè nella nube, mentre Simeone ha portato fra le braccia il Dio eterno incarnato: «Egli ha rivelato la luce delle nazioni, la Croce e la Resurrezione» (Vespri, stichirà di Anatolio; un’allusione alla «spada che trapasserà l’anima di Maria» nello stesso versetto). Il Nunc dimittis riceve così un nuovo significato: il profeta chiede al Signore di concedergli di andare ad annunciare l’Incarnazione negli inferi (ufficio di san Simeone, 3 febbraio, ode 6 del canone).

Nelle nostre icone nulla indica che Simeone possedesse dignità sacerdotale. È a testa scoperta e porta i capelli lunghi secondo l’uso di un nazireo; la lunga veste arriva fino ai piedi. «Il Cristo bambino è seduto sulle braccia del vecchio come su un trono» (Vespri, tono 8). Nella IX ode del Mattutino Cristo dice: «Non è il vecchio che mi sostiene; sono io che sostengo lui, perché egli implora il mio perdono».

Da: L. Uspenskij, V. Losskij, Il senso delle icone, Jaka book 2007, pp. 160-162.

 

L’incontro

l’icona della Presentazione al Tempio – 2 febbraio

Il significato etimologico della parola liturgia è “azione a favore del popolo” e, analogamente, l’icona è dipinta per produrre e stimolare un effetto benefico nel fedele e non per dare solennità ai suoi contenuti sacri.

In sostanza, le icone sono pensate per il nostro bene e non fine a se stesse. L’immagine iconografica ha una specifica finalità: fissare una pienezza, una definitività, un culmine sottolineandola anche in singoli episodi.

Presentazione al Tempio – Affresco della Macedonia

 

È così che in un particolare avvenimento della vita di Cristo, la sua Presentazione al Tempio, fra i personaggi che compongono questa scena, c’è anche il vecchio Simeone che accoglie il Bambino. Questo dettaglio è diventato un soggetto sacro degno di essere collocato, nella teologia dello spazio sacro, al centro dell’abside, proprio nel cuore dello spazio presbiteriale. Del resto, basta riflettere un attimo e si capisce che Simeone ebbe premiata la sua fiduciosa attesa del Messia e nel momento in cui stringe il Bimbo fra le braccia non può che esprimere la pienezza della sua gioia giunta al culmine e non desiderare nulla di più. Dal suo cuore scaturisce allora quell’inno (Nunc dimittis) cantato tutte le sere a compieta dalla Chiesa orante. Continua a leggere

Andiamo a Betlemme con i Magi e i Pastori

Natività di Gesù

Affresco - Monte Athos

Affresco – Monte Athos

Nell’icona della Natività sono raffigurati soltanto due gruppi di persone che s’appressano ad adorare il Bimbo-Messia:

i pastori, generalmente rappresentati sul lato destro della grotta, e i magi sul lato sinistro.

I primi vi giungono chiamati dagli angeli e i secondi dalla stella.

I pastori sono vestiti spesso con buffe pellicce, cappelli e abiti strani; suonano flauti, intagliano bastoni e sono intenti a curare il gregge. Accorrono alla grotta perché gli angeli li chiamano e per indicare che stanno avendo una visione hanno una mano alzata (come vediamo nelle immagini proposte) oppure un dito sopra l’occhio. Sono raffigurati con un aspetto un po’ goffo e spesso con una statura diversa dagli altri personaggi.

Miniatura - Monte Athos

Miniatura – Monte Athos

I tre magi, sempre raffigurati con le caratteristiche di un giovane imberbe, un uomo
maturo e un vegliardo, arrivano da sinistra su tre cavalli oppure adorano il Bambino davanti alla grotta offrendo i loro doni presentati in preziosi cofanetti. Portano tutti un copricapo a turbante o alla moda persiana, il cosiddetto cappello frigio.

Quando sono rappresentati a cavallo, ancora in viaggio, si indicano vicendevolmente la stella che nell’icona occupa un vistoso posto al centro, sopra la grotta, collegata con un grande raggio che discende dal cielo e penetra fin dentro la grotta.

Sappiamo che i magi erano dei sapienti, ma Continua a leggere

O divina Sapienza

O divina Sapienza

sorriso di Dio all’alba della creazione
splendore e bellezza delle sue opere
lampo di gioia negli occhi delle stelle
timore del Signore nei figli di Adamo,
donaci un cuore docile
per comprendere e accogliere le tue leggi di vita!

 

 

O divina Sapienza
icona della bontà di Dio nel volto delle creature
sposa amata dal Signore dell’universo
e madre di tutti i beni.
Madre di Dio.
Raffina col fuoco il nostro cuore e la nostra mente
rendici degni di accoglierti e di servirti! 

O divina Sapienza
nuvola d’incenso profumato
davanti alla tenda del nostro Dio
albero maestoso che cresce
presso la fonte della vita,
guarisci le nostre malattie
e rendici degni di lodarti a voce spiegata!

O divina Sapienza
che inviti alla mistica cena
delle tue nozze con l’Agnello
vergini sagge e stolte,
liberaci dalle ottuse tenebre dell’ignoranza
tieni accesa la fiamma
che dà luce al nostro cammino!

O divina Sapienza
amica degli uomini giusti
apparsa sulla terra nella pienezza dei tempi
che entri nelle anime dei santi
e formi amici di Dio e profeti,
vieni, abita in noi,
e fa’ che condividiamo il tuo pane con i nostri fratelli!

O divina Sapienza
elargita a quanti sono in comunione di vita con Dio
tu che risiedi in loro
come nella città diletta
governata con bontà e giustizia,
ammaestraci in ciò che ti è gradito
e fa’ fiorire la pace!

 

O divina Sapienza
che parli dal legno della Croce
e con potenza salvi i destinati al naufragio
rinnova il cuore di ogni uomo
tergi ogni lacrima dai nostri occhi
perché tutti possiamo cantare:
“Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

21 Novembre – Presentazione al Tempio della Madre di Dio

Angeli e uomini,Presentazione al tempio
Insieme onoriamo l’ingresso della Vergine Maria nel Tempio!
Quell’Arca che nessuno osa toccare
È lo stesso Suo corpo immacolato,
Il tessuto materiale del Dio invisibile!

Angeli, santi genitori, vergini compagne
Danzate con noi uomini
Perchè si realizza il sogno del saggio Salomone:
Veramente Dio viene ad abitare tra noi
La nube della Sua gloria abita la nostra terra!

O Madre di Dio, che fanciulla sei corsa con gioia
Verso il Santo dei Santi, verso la Fonte della vita
Guida anche noi nella strada buona della vita
Custodisci e proteggi la vita dei tuoi fedeli
E canteremo con gioia il nome Tuo e del Tuo santo Bambino!

 

In Te la nostra speranza”      

esposizione di ICONE CONTEMPORANEE

della Scuola diocesana di Iconografia s. Luca

presso la PARROCCHIA Ss. PIETRO E PAOLO DI VOLTABAROZZO (Padova) presso il Centro Parrocchiale

(Piazza ss. Pietro e Paolo, VOLTABAROZZO
laterale di via Piovese – Padova)

Orario: venerdì 26,
sabato 27 e domenica 28
settembre 2025
ore 18-22,30.

Corsi della Scuola di Iconografia “San Luca” per l’anno 2025-2026

riprendono i corsi annuali della Scuola Diocesana di Iconografia s. Luca

I corsi annuali della Scuola di Iconografia s. Luca  si svolgeranno con le seguenti modalità:

A. corsi annuali presso il Centro Parrocchiale Don Bosco – Via Pelosa 63 – Caselle di Selvazzano (incontri quindicinali pomeridiani ore 15-18,30),
tenuti da G. Mezzalira e A. Ambrosi il mercoledì    
(il calendario si trova nella locandina scaricabile);

B. corso intensivo estivo  14-21 giugno 2026 a cura di E. Bertaboni.


I corsi annuali saranno strutturati come segue:

Corsi con maestro Giovanni Mezzalira (Centro Parrocchiale Caselle):

  • Principianti: il Volto di Cristo. 
  • Proficienti e avanzati : la Deesis angelica oppure l’icona dell’Emmanuele.     

Corso con maestra Annarosa Ambrosi (Centro Parrocchiale Caselle):

  • Proficienti: Madre di Dio di Kazan.
  • Avanzati: “Tu sei la nostra speranza”. Scena dall’inno Akatistos nel Monastero serbo di Dečani.

Corso con maestro Enrico Bertaboni

  • Corso intensivo estivo 14-21 giugno 2026.

Incontro di apertura: Venerdì 18 ottobre ore 16,15.  Apertura dell’incontro con saluto agli Iconografi da parte del Vescovo di Padova S.E. CLAUDIO CIPOLLA presso l’Abbazia di Santa Giustina a Padova, ingresso da Via Ferrari 2a.   Si auspica presenza, anche di simpatizzanti, e puntualità.

A seguire: S. Messa presieduta da S.E. il Vescovo Claudio e benedizione presso la Tomba di S. Luca.


Viaggio di studio 

  • maggio 2026: destinazione, date e programmi saranno pubblicati su questo sito.

Locandina dei corsi con dettagli e calendario